sabato 9 maggio 2009

HEIL SALVINI

Matteo Salvini, il genialoide che ha scomodato il ministero delle telecomunicazioni poiché si è visto disattivato l'account di FaceBook nonostante un punto dei terms of use (ma saprà l'inglese?) dica chiaramente che FaceBook può cancellare l'account senza preavviso e senza alcuna ragione, ne ha combinata un altra. Dopo Calderoli, Borghezio le nuove leve del nazileghismo calcano la scena politica italiana, proponendo una metro per soli milanesi. Proprio adesso che il paese più potente del mondo è in mano a un afroamericano, il suddetto personaggio ci vuole portare indietro ai tempi del KKK e di Rosa Parks.

Personalmente prendo molte volte i mezzi pubblici a Roma da circa 2 anni ormai e non ho mai avuto episodi spiacevoli, tranne il primo maggio scorso quando c'era un sacco di gente che voleva salire a termini senza lasciarci scendere e s'è fatta un po' di calca. Prendo anche i pulman notturni che in teoria dovrebbero essere i più pericolosi ma non ho mai avuto problemi. Anzi, li prendo con un certo piacere. Il colore della pelle dei passeggeri va dal mio bianco pallido al nero nerissimo, passando per le gradazioni di indiani, pakistani, e altre che non saprei nemmeno collocare geograficamente. Nel clima ancora un po' festaiolo che si respira sul pulman, abbiamo tutti in comune l'aver passato una bella serata a Roma, un po' di alcol in corpo chi più chi meno (io pochissimo!), ma soprattutto un sonno pazzesco che fa già qualche vittima nonostante il modo poco ortodosso di guidare degli autisti atac. I turisti di ogni età si fanno le foto e sono proprio contenti di essere a Roma, si vede da come sono spensierati. A volte qualcuno canta in una lingua a me incomprensibile, sembra di essere di ritorno dall'ultimo giorno di scuola o di essere in gita. Sociologicamente il viaggio unisce coloro che lo intraprendono, e su questi pulman notturni ho sempre la sensazione che siamo proprio tutti uguali.

Proprio stamattina ho assistito a una piacevole scena sul tram, forse proprio in premonizione della caxxata che avrebbe detto di lì a poco il nazileghista. Mi si è accostato al mio sedile un passeggino con una bellissima bimba di colore con i capelli crespissimi ed il suo papà in piedi. Alla fermata dove dovevano scendere, l'indiano di fronte a me ha capito in un millisecondo che doveva aiutare il papà a scendere dal tram col passeggino, poiché ci sono due gradini, ed è scattato letteralmente in piedi ad aiutarlo, cosa che nessun italiano me compreso aveva pensato di fare. Non per cattiveria, forse per menefreghismo o perché ognuno pensava a sé stesso e non a quel papà da solo con un passeggino, che è peggio. A mia discolpa posso dire però che un'altra volta che ero sul bus è salita una donna dell'est con un bambino piccolissimo in un braccio e nell'altro la borsa della spesa. Visto che non aveva niente di libero con cui aggrapparsi e cominciava a vacillare, d'istinto ho afferrato il poppante e me lo sono tenuto finché la mamma non avesse trovato un appiglio. Mi sono tenuto quindi questo pupo biondo con gli occhi azzurri che contemporaneamente emanava un olezzo inequivocabile dal pannolino e a volte si girava per vedere chi era quello sconosciuto che lo aveva agguantato. Che io fossi milanese, bergamasco, romano o uzbeko non dovrebbe essergli importato molto. Infatti è stato con me tranquillo finché la mamma non se l'è ripreso ed è scesa dal bus.