venerdì 23 gennaio 2009

HAPPY BIRTHDAY APPLE!




Il 24 gennaio di 25 anni fa è stato lanciato il primo Mac. E io per il fatto che il mio merdosissimo plasticoso Acer Aspire mi ha davvero rotto le scatole, ho cambiato religione finalmente dopo 12 anni di supplizi con Windows. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando si è bloccato mentre abitavo in un appartamento infernale, e i numeri da chiamare per vedere altri appartamenti erano ahimè ostaggio di siffatto sistema operativo. Se lo staff di Obama avesse usato Vista dubito che avrebbe vinto le elezioni!

Quindi repuntandomi abbastanza folle, anticonformista, ribelle, piantagrane, uno che vede le cose in maniera diversa, non ama le regole e lo status quo, finalmente ho preso un Mac. Non che sia un fanatico, i fanatismi di qualunque genere non vanno mai bene, voglio solo un computer che funzioni, oltre ad avere un design da paura. E che sia adatto alle cose che faccio. L'ho usato per la prima volta al corso di musica per la comunicazione visiva, e ho messo la musica sotto ad un video con Logic. Il video era quello del ciclista che si appoggia alla Fiat Palio allo stop, e che alla fine finisce a terra perché all'atto di appoggiarsi l'autista della Fiat fa retromarcia. E' stato divertente perché ho giocato sui diversi livelli di musica, quella sentita negli auricolari del ciclista e quella nell'abitacolo della macchina. Poi me lo sono trovato al lavoro quando modificavo gli impaginati della rivista per cui lavoravo con Quark Xpress. Da bravo Gutenberg digitale non solo correggevo gli impaginati, ma a volte scrivevo le rubriche direttamente nell'impaginato, cosicché potevo gestire il contenuto in base allo spazio che avevo a disposizione, sistemavo il font, la spaziatura...ah che goduria!

All'università ho fatto la tesi sull'usabilità di un sito web, ed il mio mitico prof Lazzari, un fan Apple tanto che si vociferava custodisse gelosamente come cimeli alcuni Mac d'annata, ha espresso un concetto che mi ricordo bene: il principio di attenzione per l'altro. L'altro è chi visita un sito web o chi usa un computer, e sembra proprio che Apple conosca molto bene questo principio, fino a farne il suo caposaldo, vista la facilità ed il piacere d'uso delle sue macchine. Perché solo il Mac ha l'alimentatore magnetico, che se inciampi nel filo non porta con sé il portatile, la tastiera retroilluminata per vedere le lettere al buio? Perché uso il Mac da ormai due mesi e mi sono dimenticato il significato del termine crash di sistema? Perché mi sono dimenticato cosa significa il termine virus, a parte questo imbecille che vuole farmi credere di scaricare un video? Un file exe non mi fa nemmeno il solletico col Mac!!!



Chi volesse approfondire che razza di persona ci sta dietro ad Apple può leggere quest'altro mio post.

giovedì 8 gennaio 2009

WILL SMITH RULEZ!



Passeggiando per Roma avevo visto un sito per assistere alla premiere di Seven Pounds a Roma. Provo a iscrivermi ma la procedura è complicata. Dimentico la cosa e stamattina sul sito del Corriere vedo che Will Smith farà la premiere all'auditorium conciliazione. Lo schiaffo in Google e scopro che l'indomani sarebbe stato al cinema Aquila che vedo tutte le mattine andando in the office.

Chiamo, mi dispiace, si presenti domani alle 16, magari qualcuno avrà disdetto la presentazione. Vabbè intanto mi avvio sotto la pioggerellina uggiosa all'Auditorium Conciliazione alle 9 di sera. Un po' di bodyguard e poca gente, quelli di Coming Soon Television e alcuni entrano col pass. Io mi avvinghio a una transenna con il resto della plebaglia e attendo speranzoso, sarebbe dovuto venire un uragano a staccarmi. Arriva Beppe Fiorello, un attore del film Romanzo Criminale, arriva la Brambilla alias Ballantini, Santoro, Massimo Lopez. La tensione sale, il tempo passa, Mercedes Classe S assaggiano i ciottoli sdrucciolevoli di via della Conciliazione. San Pietro e Castel Sant'Angelo vigilano sulla situazione.

Arriva Rosario Dawson, non la caga nessuno, a parte il tizio accanto a me che le chiede l'autografo. Ci metto un nanosecondo per decidere se riprenderla o no e alla fine il fascino afro mi fa spingere il bottoncino rosso...REC! Arriva Gabriele Muccino con Nefertari, ignorato dai più, gli faccio una carrellata e proprio mentre ce l'ho davanti mi fissa in camera con sguardo depresso.

E poi arriva lui...WILL SMITH! Il mio mito fin dall'adolescenza, più come rapper che come attore, lui che dice "smart folks don't need to put no curse in their rhymes" e molto altro ancora. Mi scervello su come gestire i 3 secondi che mi dedicherà, cosa faccio? Lo filmo, gli stringo la mano, gli dico "Hi Will! A picture" e poi giro il display della cam? Ma soprattutto riuscirò a proferire verbo? E se mi scivola la cam che figura da cioccolataio faccio? L'infarto era comunque nei paraggi. La scena si svolge al rallentatore con molta compostezza e senza isterismi: lui saluta con molta calma singolarmente chi è in fila, e poi arriva da me. Di quegli attimi non ricordo niente, a parte il girare la cam verso noi due e dare una sbirciata se fossimo stati inquadrati, e lui che punta il dito verso l'obiettivo e dice qualcosa. Passa al fan successivo, io faccio un respiro e pompo un po' di sangue al cervello per capire chi sono e come tornare a casa sano e salvo con il mio prezioso contenuto digitale. Ovviamente nel frattempo continuo a filmare, nonostante faccia fatica a stabilizzare il braccio per l'emozione! Will ha preso in mano tutte le fotocamere dei fan e si è autoscattato una foto con ognuno di essi, sincerandosi subito che l'inquadratura sia stata centrata, e addirittura chiedendo se volessero farne un'altra per sicurezza. Si è dimostrato una persona con una grande umiltà e disponibilità, qualità che certi altri artisti (anche italiani) inferiori a lui non hanno!
PS: pensavo fosse molto più alto, invece è più o meno come me!