sabato 5 luglio 2008

CIELO GRIGIO SU - PART 1

Ci sono un bergamasco/romano, un giapponese e altri due italiani nella campagna di provincia su un’auto da 1,5 miliardi di dollari, con un cielo grigio da far paura e sciami di moscerini che non ci lasciano in pace. No non è una barzelletta. Ma facciamo un po’ di dietrologia. Me ne stavo tranquillo nel mio habitat romano con una temperatura media di 24° quando arrivò senza scampo il 14 giugno, data segnata sull’agenda del cellulare che mi ricordava di tornare a BG per far finta di assolvere i miei doveri di vice presidente Avis Dalmine, visto che il 15 giugno si sarebbe festeggiato il 55° di fondazione. Parto con Red da Roma e la nerboruta hostess Ryanair, che mentre cammina sembrava far oscillare l’aereo, a ogni passaggio mi demolisce la spalla destra. Dall’oblò saluto gli ultimi raggi di sole e fissiamo un appuntamento a Roma. L’atterraggio non è dei più dolci visto che sembra che il pilota avesse dovuto schivare un gatto nero che attraversava la pista. Appena arrivato piombo in un clima novembrino che cozza decisamente con la mia sola maglietta rossa. Dalla pista di Orio al Serio si vede benissimo città alta e questo basta a farmi capire, o a farmi rassegnare che sono tornato alla mia vecchia vita…solo per 3 giorni però! Tiè! Pazienza, arriva sera, serata al Provino con pochi amici, solito clima invernale, Yorn che mi offre una seconda kaipiroska alla fragola non sapendo i compiti che avrei dovuto assolvere il giorno dopo. Sono le 2 di notte, torno a casa, punto il cellulare alle 8 e cado nelle braccia di Morfeo. Sveglia alle 8, prendo la macchina in modalità zombie e vado in sede dove tutti come delle brave formichine laboriose stanno preparando tutto per la festa. Mi affibbiano un fascia da mettere a tracolla, la metto e fino alle 17 di quel giorno mi sono sentito il sindaco dello spot dell’acqua Lilia, ci mancava che dicessi: “Acqua Lilia, giovani fin da giovani!”. Il clima non è cambiato, adesso sembra dicembre, o che comunque tutte le nuvolette di Fantozzi dei vari film stessero tramando contro di me in occasione di questa tre giorni bergamasca. Arriva la banda, il sindaco (quello vero), gli invitati e io ho il compito di portare una corona di fiori per il monumento dei caduti. Grandissimo piacere farlo con il mio compagno delle elementari Fabio, anche lui nell’Avis. Allora pronti, via, si parte, seguiamo i vigili che ci scortano in una Dalmine ancora più grigia poiché deserta di domenica mattina. Messa, deposizione e adesso tutti a mangiare al freddo sotto un cielo grigio, ma con la mia fascia a tracolla che mi dà autorità, eccheccazzo! Io finisco al tavolo dei capoccia non con un certo imbarazzo, visto che sono osservato a vista da tutti gli invitati famelici, che probabilmente ci vedono dei grossi polli con la fascia a tracolla perché hanno fame. Ma presto arrivano le portate, portate appunto da donzelle con qualche centinaio di primavera sulle spalle. Finito il pranzo vedo l’uomo che avrebbe contribuito a smarronarmi ulteriormente la giornata, il musicante! Con la sua tastiera Bontempi tuttofare mi massacra la tromba di Eustachio con il peggio delle compilation da sagre di paese in offerta a soli 5 euri. Fosse per me gli avrei tirato una coscia di pollo da 25 metri centrandogli la bocca e facendolo soffocare. Dico ad Adriana: ”La prossima volta voglio che ci sia tuo fratello con un dj-set” ma il musicante tocca il fondo raccontando malamente, previe scuse al parroco, la storiella dell'uccelletto in chiesa, che detta da Bocelli a VivaRadio2 è una cosa, detta da lui con una suspance da tagliarsi le vene, è decisamente un’altra.

Fine prima parte

5 commenti:

Anonimo ha detto...

che ridere beppe!!!!
aspetto la seconda parte
susanna

THE DANCER ha detto...

anche io voglio la seconda...lameno tu mi rallegri la mattinata! ;)
ahhhhh...ma li troverò 2 giorni per venire nella città Eterna...eccome se li troverò!

Anonimo ha detto...

Anche io sto aspettando la seconda parte! ^_^
Ciao by Fra

2geez ha detto...

Bene come previsto scrivere a puntate crea suspence...

Anonimo ha detto...

Mi fai morire, ti aspetto alla prossima.
Ste