mercoledì 25 giugno 2008

IL FUTURO DELL’AUTO

Avevo scritto questa cosa ma poi è finita nel dimenticatoio e visto che mi scoccia che i miei sforzi siano sprecati la pubblico

Forse esiste una correlazione quasi antropologica tra l'uomo ed il proprio mezzo di trasporto, quasi fosse una propagine di sè per spostarsi.

Nella realtà in tempi remoti quando i cavalli accompagnavano i loro padroni nelle loro gesta, Alessandro Magno cavalcava l'imponente Bucefalo, che solo la morte ha potuto separare dal famoso condottiero al termine dell'ennesima battaglia.

Nella letteratura troviamo agli antipodi di Alessandro Magno Don Chisciotte che, fantasticando imprese che vedeva solo lui, sceglie il suo malandato ronzino come compagno delle sue sventurate avventure e lo battezza Ronzinante: mai cavallo fu più adatto al suo cavaliere.

Il tempo passa, l'uomo si dà alle quattro ruote e continua a fantasticare su sè stesso e il suo rapporto con il proprio mezzo di trasporto, non più attraverso le pagine di un romanzo ma i fotogrammi della pellicola cinematografica.

Esiste un comune denominatore tra vari film di science fiction se analizzati sotto il profilo del rapporto tra uomo-automobile: il fatto che inderogabilmente si immagina che nel futuro l'uomo utilizzi un veicolo completamente o parzialmente ecologico. Perché? Probabilmente perché si immagina che con il passare degli anni la mobilità sostenibile sia un fattore chiave per la sopravvivenza umana.

Ecco alcuni esempi: innanzitutto è sintomatico che al Festival del Cinema di Roma dell'ottobre scorso le limousine per il trasporto di attori, registi, sceneggiatori e vip siano state delle Serie 7 Hydrogen. Inoltre alla cerimonia di premiazione degli Oscar di Los Angeles molti attori sono arrivati a bordo di un'ibrida.

Nel film I ROBOT il detective Spooner alias Will Smith guida una futuristica RSQ Sports Coupè: alcune caratteristiche di quest'auto si potrebbero interpretare in chiave ecologica, dalla la sostituzione delle ruote con delle sfere (una minore superficie di attrito minore equivarrebbe ad un minore consumo di carburante?), al fatto che come le altre vetture viene guidata da un cervellone centralizzato lungo percorsi predefiniti (una sorta di grande fratello automobilistico che regolerebbe il flusso, la velocita di tutte le auto per controllarne le emissioni). D'altronde il controllo diretto sul veicolo da parte dell'uomo deve fronteggiare un'automatizzazione dilagante: i nuovi sistemi che permettono all'auto di parcheggiarsi da sola, oppure il sistema di rifornimento di idrogeno sono alcuni esempi.

Non lascia invece ombra di dubbio la reazione della co-protagonista quando Spooner le indica che l'unico mezzo disponibile per la fuga è un "antiquata" moto a benzina: "Non dirmi che useremo quella! Salteremo in aria!". Nel 2035 i combustibili fossili apparterranno con estrema probabilità al passato.

Dall'autorevole penna di Asimov ad una fantascienza più casereccia e all'italiana, quella di Vanzina del film 2060, che per il lancio ha usato la Multipla a metano tappezzandone le fiancate con la scritta "L'auto che salverà l'Italia nel 2060". Qui rispetto ad I ROBOT viene chiaramente lanciato un messaggio ecologista, ossia che necessariamente l'uomo per avere un futuro deve puntare ad una mobilità più sostenibile.

E' auspicabile che si chiuda la parabola dell'homo automobilisticus: dall'auto veramente ecologica di Fred Flinstones, passando per gli scempi ambientali dell'auto a benzina dell'uomo contemporaneo, all'auto a zero emissioni dell'uomo del futuro.

1 commenti:

Chelsea ha detto...

Well written article.