giovedì 5 aprile 2007

SABATO DENSO

Siccome ho promesso ad alcuni di voi di aggiornare il blog con gli ultimi e20, eccomi qui.

Cominciamo da sabato mattina scorso, quando, alle ore 9.00 mi appresto a alzarmi dal letto con meta roma est. Luogo non molto raccomandabile per le discariche a cielo aperto e meretrici varie, ma la mia meta è il primo apple store continentale, che apriva proprio quel giorno. Ricordo che vidi per la prima volta un mac da bambino a casa di parenti a milano, era ancora il monolite stile lavatrice, e mi ricordo benissimo quanto, ipnotizzato da quella scatola che non potevo neppure immaginare cosa fosse, desideravo portarmela a casa (un segno del destino dello smanettone che sarei diventato?)


Negozio bellissimo, ho provato tutta la mattina i vari ipod e macbookpro finché un commesso mi ha fatto fare una prova di un programma di fotoritocco, ecco qui la foto:

Devo dire che mi ha colpito l'entusiasmo con cui il tipo (americano?) mi ha raccontato in un italiano non privo di defiances (si scrive così?) le potenzialità di queste macchine, quasi gli brillavano gli occhi.

Ecco qui una foto dello store da fuori:



Ma andiamo oltre con questo sabato. Chi mi conosce bene sa la mia passione per la black music, e da quando seguivo il Black Time in tv (programma di videorichieste di musica black) ho sempre sognato di andare ad una serate di questo genere all'Alpheus a Roma ma, ora che le fanno allo Shangò, finalmente ci sono andato.

Rischiando di passare la serata come uno stoccafisso in qualche piazzetta di trastevere, e poiché gli altri hanno preferito andare a ascoltare i MAU-MAU, la mia testardaggine ha avuto ancora una volta ragione e verso l'1 mi dirigo in direzione Shangò.

Il traffico di Roma è veramente pazzesco, il pulman ci ha impiegato 30 minuti per fare 5 km all'1 di notte del sabato sera, ma una volta arrivato la fatica è ben ripagata. Arrivato, mi metto in coda e attacco bottone con 3 ragazzi...li faccio mettere nella mia lista e aspettiamo di entrare. Ammiro dei coatti de roma che stile video "pretty fly for a white guy" arrivano agghindati alla bell'è meglio in stile hip hop e finalmente riesco ad entrare. Ah dimenticavo, della mia lista sono l'unico viso pallido. Entriamo, perdo subito 2 membri della mia crew che gentilmente mi ringraziano (e che rivedrò più tardi spaesati in mezzo alla pista) e con l'unico superstite, Alì decidiamo di andare a prendere da bere. Io, con la mia felpa di ordinanza bianca con cappuccio, alla luce dell'ultravioletto mi illumino di luce mia e allungo lo scontrino per la solita caipiroska.
Poi io e Alì ci buttiamo nella mischia: lui abborda due italiane (o almeno ci prova, ma perché proprio due italiane con la straordinaria biodiversità che c'è???) e mi fa l'occhiolino da lontano con l'intenzione di spartire il bottino. Io sorseggio la mia caipiroska sotto il dj e scruto la fauna che popola lo Shangò. Ma possibile che il dj usa un macbookpro per mettere la musica?


Mah, la serata scorre via liscia, assisto a una rissa, sopravvivo a una richiesta inoltrata al sottoscritto "aho ma cee ai e pasticche???" e vedo Alì che utilizza il classico metodo della mano morta, puntualmente scrollata di dosso dalla malcapitata di turno.

Musica abbastanza bella, la maggior parte a me sconosciuta, farcita di qualche pezzo forte come "In da clubb" e altri.

A dire il vero qui ho provato una sensazione completamente diversa da quella che ho provato nelle poche discoteche "normali" in cui sono stato. Noi visi pallidi balliamo a qualche modo in discoteca, mentre per loro il ballo è proprio una cosa culturale, perché questa musica è della stessa matrice culturale. Per gli invasati come me di questo genere, che sentono di appartenere a quella cultura pur non c'entrandoci niente va beh, questo è un altro discorso...